La visione della Pedagogista

Scritto da dott. Concetta Capone, pedagogista di cultura micropsicoanalitica-psicoanalitica

In questi ultimi periodi c’è una profonda necessità di risposte e soluzioni pratiche ed immediate che riguardano la gestione quotidiana delle relazioni tra il mondo adulto e quello minorile, tra genitori e soprattutto tra genitori e figli.

Visto che nel nostro mondo moderno la comunicazione spesso e volentieri è priva di senso adeguato, sia come significato sia come emozione che l’accompagna, è doveroso soffermarsi sulla profondità di termini intorno ai quali ruotano queste relazioni.

EDUCAZIONE – FAMIGLIA – GENITORI – SOCIETÀ – SOCIALE

EDUCAZIONE: dal latino educare che significa condurre. Metodico apprendimento di principi intellettuali e morali, validi a determinati fini, in accordo con le esigenze dell’individuo e della società.

Significa anche criterio che guida a comportarsi con civiltà e con cortesia nei confronti del prossimo, creanza, urbanità. Da qui educatore è colui che viene definito maestro, guida (attraverso il proprio esempio) che avvia ad un determinato costume morale.

Il grande problema della società di oggi è innanzitutto educare. E si educa sin da bambini.

Liberare l’educazione da una omologazione, a cui questi ultimi decenni hanno abituato, significa conoscere la persona che è il bambino che abbiamo vicino e guidarlo verso la sua crescita.

È il cammino comune tra chi educa e chi viene educato.

L’educazione è intesa anche come introduzione alla realtà totale, e luogo primo dove questo avviene è la famiglia.

Il bambino ha bisogno di un metro, di un criterio da parte di chi lo educa (dover camminare senza indirizzo preciso lo porta a ciò che purtroppo stiamo assistendo).

Funzione educatrice fondamentale è la funzione di coerenza da parte di chi lo educa.

I no, le regole, il piacere differito, l’educazione all’alimentazione, il rispetto…, rappresentano il modo migliore per guidare il minore all’incontro personale e sempre più autonomo con tutta la realtà che lo circonda.

Aiutarlo a fare esperienza della realtà, cioè vivere ciò che lo fa crescere.

Non sempre genitori è sinonimo di educatori.

FAMIGLIA: è l’istituzione fondamentale in ogni società umana; attraverso di essa la società stessa si riproduce e perpetua sia su un piano biologico che culturale.

La famiglia inizia con la coppia per allargarsi in quella che è rappresentata da genitori e figli.

Compito della famiglia è favorire l’emergere di persone capaci di non rimanere prigioniere dei contesti, non divenire disadattate e, al tempo stesso, essere socialmente integrate per perseguire fini collettivi e sociali.

SOCIALITÀ: rappresenta l’insieme dei rapporti che insorgono tra individui facenti parte di una società, diventa la consapevolezza generale o individuale di questi rapporti e dei diritti, e specialmente dei doveri che essi comportano.

Da qui la socializzazione che in termini pedagogici è la realizzazione di un giusto equilibrio tra ogni singolo soggetto e tra soggetto e gruppo di appartenenza.

LE CRISI EVOLUTIVE

Nel nostro processo di sviluppo vi sono momenti speciali chiamati “crisi evolutive”, nei quali deve avvenire un passaggio importante da uno stadio di vita ad un altro.

La parola crisi si presta ad un equivoco: nel nostro parlare quotidiano è sinonimo di difficoltà. In realtà il significato originale della parola proviene dal greco kryno = giudizio, verifica.

Perciò “essere in crisi” è la situazione di chi si trova in un momento nel quale viene sottoposto ad una verifica.

Nelle crisi evolutive ciò che viene giudicato è il grado di preparazione necessario per progredire sulla via della propria umanizzazione.

Nel suo lungo processo di crescita l’essere umano incontra molti momenti di crisi, molti momenti di transizione da uno stadio ad un altro: questi passaggi sono obbligatori e non possiamo sfuggirli.

Se nel tempo che li precede tutto si è svolto regolarmente, la persona supera senza grandi difficoltà “il giudizio”, “la verifica” e passa la prova senza grossi traumi, ritrovandosi poi in posizione più avanzata della sua maturazione personale.

Non aumentano soltanto gli anni ma, soprattutto, aumentano le possibilità di vita, e l’essere umano diviene sempre più ricco e in grado di partecipare più pienamente e consapevolmente alla vita.

I due grandi momenti di movimento e di crescita per arrivare ad un adulto (inteso come cresciuto, fatto grande, di persona giunta a completo sviluppo psicofisico) sono l’infanzia e l’adolescenza, ma ogni momento di "crisi"della nostra vita va letto come momento di crescita personale in cui vedere le proprie risorse ed utilizzarle armoniosamente nel consapevole adattamento a ciò che è necessario vivere per arricchire ed espandere la propria umanità.