Presbiti

I presbiti sono coloro che dopo i 45 anni hanno bisogno di occhiali per leggere, per il computer, per vedere nitidamente a distanza ravvicinata.Il metodo di Educazione alla visione naturale® per i presbiti permette di contenere/bloccare l’evoluzione della presbiopia, ridurla, eliminarla a seconda del caso. Consente di dipendere sempre meno dall’uso di occhiali mentre migliora la visione naturale ed il senso di sicurezza nelle proprie abilità visive.

Percorso

Inizia con un esame optometrico analitico, un’analisi visiva che ci consente di fare il punto della situazione, definire insieme gli obiettivi, creare un programma personale. 

Il programma si svolge in sessioni individuali e incontri di gruppo. La frequenza delle sessioni individuali può essere settimanale, quindicinale, a volte mensile o più a seconda del caso. L’incontro con il gruppo è mensile.

Periodicamente si valutano i risultati e si decide se terminare il programma o ridefinirlo in funzione di nuovi obiettivi.

Risultati

Partendo da un’intenzione profonda che garantisce il dovuto impegno, lavorare con il metodo su tutti i piani (fisico, mentale, emozionale, energetico) consente, contrariamente a ciò che accade con altri tipi di “ginnastica” oculare, di ottenere risultati che durano nel tempo.

Lungo il percorso si acquisisce una nuova consapevolezza di sé e di come lavorano i nostri occhi e si maturano nuove e migliori abitudini che vanno a costituire un  patrimonio personale…è come andare in bicicletta o nuotare: una volta imparato non si dimentica.

Per approfondire leggete ciò che ho scritto per “Mix Magazine, la rivista dei 5 sensi”

PRESBIOPIA

 

La presbiopia è quella condizione visiva per la quale si fa fatica a vedere nitidamente a distanza ravvicinata, inizia generalmente intorno ai 45 anni quando iniziamo a tendere le braccia per allontanare il giornale che stiamo leggendo, quando ci rendiamo conto di avere ritardi di messa a fuoco nel passare dal lontano al vicino, di prendere un numero per un altro quando cerchiamo sull'elenco del telefono.

I nostri occhi possiedono un meccanismo detto di accomodazione che è una specie di “autofocus”, se vogliamo utilizzare la metafora della telecamera, che ci consente di vedere nitidamente a tutte le distanze. Il sistema accomodativo è costituito, secondo le teorie classiche, da cristallino, muscolo ciliare e fibre dello Zinn che uniscono il cristallino al muscolo ciliare: modificando la trazione sul cristallino contribuiscono a modificarne la forma e quindi la funzione di lente convergente. Esiste oggi anche l'ipotesi di un contributo dell'intero globo oculare sollecitato dalla muscolatura estrinseca nel modificare la sua lunghezza antero-posteriore. La presbiopia è normale, con l'aumentare dell'età, ed è dovuta a tutta una serie di fattori naturali che appartengono al nostro essere umani, fattori che riguardano il nostro fisico, la mente, le nostre emozioni, la nostra energia vitale. Con il passare degli anni si crea un irrigidirsi del sistema legato, nel fisico, ad una sorta di “invecchiamento” della matrice del cristallino che diventa meno elastico, e così pare avvenga anche a livello muscolare, irrigidimento che è espressione fisiologica di un irrigidimento della persona che allontana da sé ciò che gli sta di fronte, la vita, il lavoro, la famiglia.

In pratica nasce, e con gli anni si evolve, la difficoltà di vedere da vicino, che tradisce la necessità di allontanare da sé una quotidianità nei confronti della quale abbiamo ormai esaurito la nostra capacità di mediazione.

Ma soprattutto, vogliamo allontanare la morte, e lo facciamo spostando la nostra attenzione da ciò che è vicino a noi e da noi stessi per portarla lontano.

Siamo stanchi, vorremmo fermarci, essere vecchi potrebbe essere, inconsciamente, la scelta più comoda.

Vi è anche una importante componente legata alla nostra energia vitale: tutti i presbiti notano che possono vedere molto meglio quando sono nel pieno della loro energia, vivono con entusiasmo, si alimentano in modo corretto, o molto peggio se non si sentono bene.

E allora, invece di “abbandonarsi”, passando gli anni si potrebbe mantenere o riportare la nostra attenzione amorevole a noi stessi e tenere uno stile di vita adatto a sostenere al meglio la nostra energia vitale, attraverso l'alimentazione, il movimento, un'attività lavorativa o una progettualità che ci mantenga vitali e in allenamento. Infatti esistono casi, anche se rari, di persone ultra cinquantenni che sono in grado di leggere a 40 cm. un libro o un giornale senza essere miopi né in alcuna delle condizioni che possono favorire la visione sul vicino di una persona presbite: queste persone non sono presbiti, e generalmente  praticano lo stile di vita sano e vitale di cui abbiamo parlato.

Così come il movimento ed il moderato esercizio fisico giovano a mantenere per il nostro corpo l'energia e la flessibilità della giovinezza, questo vale anche per i nostri occhi, che fanno parte del corpo e seguono le stesse regole. Quindi, se dovessimo stilare un decalogo per la giovinezza visiva, potremmo dire:

  • consapevolezza delle nostre necessità e di quelle dei nostri occhi
  • alimentazione corretta
  • bere molta acqua
  • appena possibile luce ed aria aperta
  • movimento e attività fisica
  • impegnarsi in attività che ci appassionano
  • fare progetti ed utilizzare la nostra energia per trasformarli in realtà
  • leggere in condizioni di buona illuminazione
  • assumere una postura corretta alla scrivania, al computer o durante la lettura
  • non utilizzare sempre gli occhiali ma solo quando necessario

 

È naturale e necessario invecchiare, quindi.

Ma è possibile scegliere in che modo.

Con la possibilità che la natura ci ha dato di influire con i nostri pensieri ed i nostri comportamenti sulla qualità della nostra vita quando i vantaggi della giovinezza vengono giorno per giorno sostituiti con i vantaggi della maturità e dell'esperienza.

 

Soluzioni per la presbiopia: occhiali, lenti a contatto, chirurgia rifrattiva, Educazione alla visione naturale®

 

Bibliografia:
Maurizio Cusani, Psicosomatica oculare Ed. La Lontra
Rudiger Dahlke, Malattia come simbolo Ed. Mediterranee
Claudia Rainville, Metamedicina, Ogni sintomo è un messaggio Ed. Amrita
Susanna Garavaglia, Diario di Psicosomatica Ed. Tecniche nuove
Nitamo Montecucco, Psicosomatica olistica Ed. Mediterranee
Francesco Bottaccioli, Psiconeuroendocrinoimmunologia Ed. RED